Velostazione di Ferrara: Marchi, “Soldi spesi male e danni ai cittadini”

di Marzia Marchi*

Come Movimento 5 Stelle eravamo già intervenuti a maggio 2025 sulla realizzazione del deposito bici denominato Velostazione, dal costo faraonico di 900.000 euro tra primo e secondo lotto, ancora in fase di ultimazione.

La risposta dell’assessore alla mia interrogazione è arrivata solo a luglio 2026, con una prima giustificazione riguardo al numero limitato di biciclette che è possibile parcheggiare: “La soluzione adottata è stata dettata dalla conformazione dell’area e dall’ottimizzazione degli spazi. Attualmente la Velostazione (1° lotto) consente il parcamento di n. 116 biciclette – ha scritto Vita Finzi Zalman in risposta alle critiche sulla dispersione dello spazio -. Si sono valutate differenti tipologie, ma l’attuale è quella che massimizza i posti bici e contemporaneamente non confligge con la conformazione del manufatto. In particolare, non è possibile installare un modello a doppia altezza in quanto la struttura reticolare della copertura non consente l’inserimento al piano superiore (altezza minima richiesta 275 cm contro i 212 cm disponibili)”.

A distanza di oltre un anno, in data 5 settembre, la lettera di denuncia di un cittadino pubblicata su Estense.com racconta una realtà paradossale: dopo mesi trascorsi a parcheggiare la propria bicicletta all’esterno della stazione, semplicemente incatenata ai pali o ai cartelloni pubblicitari senza subire alcun danno, ha deciso di affidarsi alla nuova Velostazione confidando nella presenza delle telecamere e del controllo accessi. Il risultato? Una bicicletta nuova e di valore è stata rubata al secondo giorno di utilizzo all’interno della struttura.

Si entra solo con QR code ed è videosorvegliata, come in effetti informa il e si legge sul sito di Tua (https://www.ferraratua.it/velostazione), ma la realtà, denuncia il cittadino, si è dimostrata ben diversa.

Rispetto alla vigilanza nella risposta di un anno fa l’assessore affermava: “Il servizio iniziale di vigilanza privata (Securfox), introdotto per educare l’utenza all’avvio, è stato interamente coperto dai contributi regionali e non ha gravato sulle tasche dei ferraresi. Attualmente, la sorveglianza ordinaria è affidata esclusivamente alle telecamere a circuito chiuso, un sistema che, alla luce dei recenti furti, si sta rivelando insufficiente come deterrente immediato”.

Numerose sono state infatti le denunce di furto subite in tutto quest’anno all’interno del deposito. In merito poi alle mie richieste sul completamento del progetto della velostazione, oltre un anno fa l’amministrazione annunciava che la vera svolta per la e la funzionalità dell’area sarebbe dipesa dal completamento complessivo del progetto e dall’introduzione di un presidio umano stabile. “È prevista la pubblicazione di una manifestazione di pubblica per individuare soggetti (operatori economici o enti del terzo settore) a cui affidare la gestione del futuro deposito bagagli, del deposito bici al coperto e dell’officina di riparazione. Questo bando permetterà finalmente di avere un presidio fisico, ritenuto fondamentale per garantire un controllo stringente anche sulla velostazione esistente”.

Si diceva che la fine dei lavori era stimata entro circa un anno. Anno evidentemente passato con lavori ancora in corso di completamento, tanto che, in data 31 luglio 2026, su Cronaca si comunicava dell’accesso esclusivo con QR code come disposizione necessaria per garantire la massima sicurezza dei cittadini in concomitanza con la realizzazione delle nuove opere per il completamento della stessa Velostazione, mentre nulla è rintracciabile in materia di bando di gestione per l’officina-deposito.

Nel frattempo meglio continuare ad affidarsi ai pali della luce nella ex Città delle biciclette.

*Consigliera comunale Movimento 5 Stelle

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